Territorio e aspetti economici

Il Territorio alerese

La terra sarda è pregna di Storia, una Storia che stilla dal suolo, dai muri, dalle rocce, dagli stessi alberi. Questa Storia molto spesso è stata resa evanescente da interventi avvenuti sul paesaggio, ma a richiamarcela restano i toponimi, notevolmente valorizzati in questi anni.
Ad Ales – località considerata in parte atipica, quale piccolo centro in cui la Chiesa ha avuto per secoli una centralità che ha limitato la presenza, di pastori, agricoltori, boscaioli… – possiamo vantare comunque una considerevole ricchezza di toponimi, sebbene la maggiore forza agro-pastorale delle comunità limitrofe, ci abbia stretto in confini angusti, specie sul monte.
Da Aquafrida, sul Monte Arci, parco arredato per il pic-nic e servizi di ristorazione e alloggio, il territorio comincia a degradare sul versante occidentale del monte, rappresentando una sorta di belvedere sul Golfo di Oristano. La ricchezza paesaggistica e naturalistica del posto, acque, bosco di lecci, fauna, aria pura… la lasciamo all’osservazione del viaggiatore. Siamo in sostanza in prossimità del cratere di un vulcano primordiale, ad 800 metri sul livello del mare, che nei pressi conserva altri segni della storia primitiva, come Gemitoriu, necropoli megalitica che sorge nel punto più alto del territorio alerese, vicino a Conca de s’eda. Più sotto troviamo su Pranu de santa Maria, ove sorgeva verosimilmente l’acropoli, stanti le tracce di un luogo sacro, oggi sostituito da una cappella dedicata alla Madonna della neve.
Su Pranu è il luogo pianeggiante più esteso dell’intero territorio comunale, ma siamo intorno ai 750 metri slm. Dopo inizia la ripida discesa per una strada panoramica lunga oltre 10 km, che finisce solo all’inizio del paese. Scendendo troviamo una lunga serie di officine e stazioni per la lavorazione e la raccolta dell’ossidiana, classificate in base a sopralluoghi di archeologi, compresi giacimenti lungo la linea Serra quaddaris – Pizzighinu – Corongiu de su Porcu, ed inoltre sorgenti, corsi d’acqua, un’ampia tipologia di macchia mediterranea, la bellissima cascata Sa spendula e la particolare muraglia di Conca Mraxi, affioramento roccioso che caratterizza l’intera Marmilla, ai cui piedi si perpetua ancora l’antico paberili comunale di Pranu piccinu.
Da qui in poi iniziano i terreni privati, dunque più soggetti a trasformazione e dove maggiormente ci viene in soccorso la toponomastica, ricordandoci antiche conformazioni o caratteristiche del suolo (Murriali, Sa terra scefa, Su krakiri mannu, Carroppu, Mitza sabida).
Una visita a Pranu Espis, all’altezza dei tornanti, ci mostra le vestigia del primo acquedotto comunale, inaugurato da don Franceschino Spada, nobile e Sindaco locale dell’inizio del secolo scorso. Più sotto Pitzu Teneru, altra altura caratteristica, ricorda le colline a mammella tipiche della zona e da cui la stessa prende il nome. Ancora più giù Forraidi (forno di Bidi), è riferito a delle piccole grotte naturali che venivano usate come forni di cottura per l’argilla nei pressi appunto di Bidi, località sottostante.
Una serie di toponimi si riferiscono a specie botaniche come Siliqua, Suergiu, Meliana, Arbuzzu, Gureu, Zudda, Tiria, Pirastu, Orrobi, Sessini, Matzaguda, Filixi, Acciola, Eda, Cerexia, Figu, Lostincu, Ruda, Orruargiu, Olinarbu, Fa, Lostincu, Lattua, Lua, Pira, Ena, Cixiri, Colavigu, Arenada, Ixibi, Axia, Scova, Zudda…Un altro gruppo riguarda invece specie faunistiche Quaddaris, Abis, Perdixi, Kopiu, Tidu, Espis, Porcu, Bentruxiu, Zuaddia, Craba, Cuccu, Baccas, Bois, Margiani. Uno di questi Pitzu su Bentruxiu, nel periodo delle nebbie, acquista un aspetto suggestivo e misterioso. Non molto lontano, in località Turatzu, si trova un gigantesco menhir a tre punte, diventato proverbiale nel paese per la sua grandezza.
Usciti dalla panoramica per Aquafrida, lasciato il paese sulla sinistra, sulla S.S. Uras-Laconi, verso Morgongiori, possiamo visitare una vasta parte del territorio alerese interessato da resti dell’insediamento romano e preromano, da Is baus, Funtana Murta e dintorni, sulla destra, a Bruncu Cixiri, Padroriu, Su Entosu, Su paris de is gruttas, dalla parte opposta (i segni più evidenti sono delle ampie grotte, un nuraghe, tombe scavate nella roccia, un ponte).
Ma da Funtana Murta, tornando indietro fino a Minda gureu e Cungiau traucci, si estende il fitto bosco de Sa gioffa, che da secoli fa parte del paesaggio fissato nella memoria degli aleresi e nasconde in se dei percorsi suggestivi. Per andare a Padroriu (Pratorius, una sorta di “campi elisi” locali), si svolta nella strada vicinale di Attonigu, dunque si va verso possedimenti che nel periodo giudicale erano appartenuti al Giudice (su Donnicu), come Hortus dominicus, lo conferma il toponimo Donigalla (donnicalia = del donno). Nelle vicinanze la spoglia , ma suggestiva collina de is Mandonis, conserva i resti dell’insediamento archeologico più noto dei dintorni, anche perchè oggetto di diverse  leggende, il menhir Su fruconi de Prabanta e non lontano la domus de janas, Su forru de Luxia arrabiosa, si parla dunque di streghe o di fate.
Percorsi oltre due terzi della strada vicinale di Attonigu, giungiamo a Barumeli, villaggio scomparso nel basso medioevo, a ricordare il quale, oltre al nome, rimangono solo i ruderi dell’omonimo castello, che si erge su una collina che domina il paesaggio a 360 gradi. La zona è caratterizzata da boschetti di sughera, anche di fronte al colle di Barumeli (Sa conca de sa menga), mentre ai suoi piedi scorre un torrente che d’inverno suole allagare i terreni circostanti, nel punto denominato S’utturu de is laccus. Poco dopo, sulla sinistra si imbocca la strada che da Barumeli porta ad Ales, incontrando attraverso Corr’e bois (che richiama simbologie apotropaico/scaramantiche), il primo dei colli che circonda il paese Su cuccuru de is argiolas, che si eleva in prossimità delle antiche aie, gli altri sono, in senso antiorario, Otzili, Santu Pedru, Pramandara (ove sorge Villa Miranda, antica casa contadina), Mont’ ‘e Zeppara, Corte bestious. L’unico sbocco non collinare è quello che conduce a Curcuris, una sorta di striscia pianeggiante, tra l’altura di Perda fitta e il tracciato sopraelevato della vecchia ferrovia, lungo il quale si trova ancora qualche rudere della chiesa di Santu Cirigu, probabilmente appartenente, alla già citata villa di Barumeli.
Poco prima della stazione, alla fine di Via Don Milani, la strada attraverso campi e vigne, ci porta in prossimità della frazione di Zeppara e al fiume, il maggior corso d’acqua alerese, antica meta estiva di giovani bagnanti locali, tanto che sono precisamente designati  i gorghi, come Carroppu de is zepparesus, Carroppu de is abaresus, Carroppu de is crucuresus.
Proseguendo si può visitare il villaggio di Zeppara, frazione di Ales, il cui vecchio territorio comunale nasconde tanta storia ancora da scoprire, abbiamo già detto dell’importante corso d’acqua, citiamo anche le vasche per la lavorazione dell’orbace a Krakkera, la grotta di San Potito a Frissa, la casa romana di Jenna Angiu, oltre al caratteristico paesaggio urbano, rimasto per certi versi fedele all’antica tipologia, segnaliamo in particolare la casa Prinzis. Se invece di entrare a Zeppara si rientra ad Ales attraverso Sa tuppa de s’axia, si noterà sulla destra la collina di Pubada, alle cui spalle sta il misterioso pendio dal sinistro nome di Pala de sa furca.
Uscendo da Zeppara sulla S.S. 442, riprendendo la direzione per Ales, giungiamo in località Cannasarai, da dove può avviarsi una impegnativa scalata verso il nuraghe di Gergui, di struttura complessa, ma probabilmente anche nascosta dai crolli.
Continuando lungo la strada statale e svoltando verso Pau si può visitare la parte residua del territorio comunale. Superando Su ponti biancu, meta un tempo di passeggiate e buon belvedere, costeggiando su Mont’e Zeppara, si arriva in località Olinarbus (sa foresta), nome che designa un vasto territorio privato, antica destinazione di scampagnate, che include ruderi nuragici, notevoli scorci paesaggistici, mentre nella parte più a nord (Corongiu de su porcu ed oltre), si avverte la presenza dell’ossidiana.
Il rientro ad Ales può avvenire lungo ciò che resta della vecchia strada, che porta direttamente a Santa Maria e costeggia per ampi tratti la gola del rio Canali, ove prima del sito del vecchio mulino, si trovano grotte che hanno sollecitato la fantasia di generazioni di adolescenti aleresi, che vi si recavano per cogliere e fumare la  Clematide – Intzillu (Clematis vitalba), prima acre sigaretta. Nella zona è presente il sito Funtan’e allumiu, il cui nome richiama la presenza di acque solforose.
L’ingresso da Santa Maria, oltre a richiamare alla mente altri paesaggi, altre vesti, altre sembianze e fattezze, altri rumori e pensamenti, consente un’escursione tra le antiche vie del nucleo primario del paese, anche se ci si deve accontentare solo di scorci, in quanto troppe trasformazioni hanno cancellato aspetti, che oggi avrebbero valorizzato il rione. Tuttavia alcune fogge, alcune case, alcuni portali, cortili vestigia sparse, resistono ancora nella via Santa Maria, nella Via Donna Elena Salis, in via Is Floris, in via Marconi e in Via Eleonora D’Arborea. Il discorso vale anche per Via Sardegna, legata però a un periodo successivo al trasferimento della Diocesi e per le traverse della Via Donna Violante Carroz (che per esigenze intuibili oggi si chiama Via Roma), ove si trasferirono le famiglie dei braccianti immigrati e altre tipologie varie di abitanti, alle dipendenze dei nobili locali e della chiesa, quando si formò su bixinau(‘xiau) de jossu.

Aspetti Economici
Il Comune di Ales è oggi costituito da due nuclei abitati, quello di Ales centro e quello della frazione di Zeppara, comune autonomo fino al 1927, che dista dal capoluogo poco più di 2 km e conta 220 abitanti.
Ales, storico centro del basso oristanese e dell’alta Marmilla, ha visto la sua storia di piccolo villaggio ad economia agro-pastorale, improvvisamente trasformata in seguito al trasferimento nel suo territorio della Diocesi di Uselis, che diede luogo alla nascita di un nuovo agglomerato urbano intorno alla Cattedrale e al congiungimento all’antica villa mediante il Corso de “sa mesu ‘idda” .
Così, nel corso dei secoli, l’economia alerese si è trasformata, Ales divenne la villa più importante e popolosa del Marchesato di Quirra, subì anche lo spopolamento a causa delle intemperie e della peste, ma nello stesso tempo come centro più importante della zona, ha visto insediarsi la Curia Baronale e tutta una serie di uffici civili, man mano che venivano istituiti. Nel secolo scorso, oltre a quelli ancora esistenti, erano presenti ad Ales, l’Ufficio delle imposte, del Catasto, del Registro, la Pretura, l’Unità Sanitaria locale, poi accentrati nel capoluogo provinciale. Anche se in anni recenti sono stati istituiti altri servizi: Vigili del fuoco, Giudice di pace, Distretto sanitario.
Da decenni l’economia alerese è basata principalmente sul terziario. Questo stato di cose ha prodotto un costante ricambio della popolazione, per immigrazione di lavoratori dei vari servizi in continuo ricambio, e per emigrazione di famiglie locali in cerca di lavoro. Le famiglie originarie di Ales  attualmente residenti, sono pochissime.
Accanto alla popolazione residente, vi è però una notevole popolazione fluttuante, i pendolari, che si recano ad Ales per lavoro, per usufruire dei servizi, per turismo e altri motivi, e si valuta che in un anno, sia almeno cinque volte la popolazione residente.
Ales oggi dispone, oltre agli uffici comunale e diocesani di Uffici e strutture inerenti il lavoro, i trasporti, l’energia (centrale eolica), le acque, l’agricoltura, la previdenza sociale; ospita una banca, la Telecom, il Giudice di pace, i vigili del fuoco, la guardia forestale, i carabinieri, la farmacia, il mattatoio, una stazione di servizio, l’ufficio postale. Il Distretto sanitario, dispone tra l’altro di un Poliambulatorio, la Guardia medica,  il Pronto intervento (118), il Centro di salute mentale, una casa-famiglia, il Consultorio. Vi sono poi diversi servizi assistenziali (AIAS, patronati, Charitas), per lo sport e attività ricreative (calcio, tennis, calcetto, pallavolo,  pallacanestro, bocce, equitazione, percorso vita, parco giochi), le scuole materne, elementari, medie e superiori, un Ente di formazione professionale, il Museo del giocattolo, dell’arte cinefotografica e dell’arte sacra; vi ha sede la Comunità Montana (ente intercomunale), nell’ambito del volontariato è presente l’AVIS e i Volontari del soccorso; diverse sono le associazioni culturali e sportive; importante la presenza e il funzionamento dell’Archivio Diocesano, che custodisce documenti a partire dal 1600 e la redazione del quindicinale diocesano Nuovo Cammino.
Si è già fatto cenno, qui e là, alle strutture culturali presenti nell’abitato e nel territorio comunale, che è utile ricordare in questa sede, in quanto organiche all’economia del paese, come la casa natale di Antonio Gramsci, il Piano d’uso collettivo A Gramsci di Jo Pomodoro, la Cattedrale e le altre chiese, i Musei del Giocattolo, Cinefotografico e dell’Arte Sacra, la Biblioteca Comunale “Peppinetto Boy”, il Cine-teatro e l’Arena San Luigi,  il Castello di Barumeli, l’Archivio Diocesano, diversi angoli dei quartieri storici, ove costruzioni e vie hanno conservato l’antica tipologia (Santa Maria, pressi della Cattedrale, casa Xema, antico carcere, casa del contadino, asilo francescano).
Questa massiccia presenza di servizi ha dato vita nel corso degli anni a diffuse attività economiche private, soprattutto in ambito commerciale, dove si contano ben quaranta esercizi commerciali che abbracciano tutti i generi merceologici, si può contare inoltre su sei bar, due ristoranti, un piccolo villaggio turistico con bungalow,  due bed & breakfast, due pescherie, venditori di prodotti propri, rivendita di dolci tipici, tra cui il rinomato torrone, pasticceria, autonoleggio.
La stessa presenza si registra anche per diverse altre attività artigiane e agricole, per studi tecnici e di professionisti, consulenza e rappresentanza. La nuova piazza, attigua alla zona artigianale, in loc. Otzili, ospita ogni lunedì un vasto mercato ambulante, che attira consumatori di tutta la zona.

Allegati:

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Pagina aggiornata il 09/01/2024

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